Tessiamo la Pace

Tessiamo la pace è la manifestazione scolastica organizzata dagli alunni e dai docenti dei plessi Casadio-Balella di Piangipane che si svolgerà il 30 aprile 2026. 

Momenti di riflessione, canti e la realizzazione di un grande tappeto di Pace per dare un segno concreto contro ogni guerra e distruzione.

Facciamo nostre le parole del Cardinale Matteo Zuppi:

"La pace è affare troppo importante per essere affidata a pochi e ci riguarda tutti. Qui si ricompone quel bellissimo disegno che la violenza e la guerra distrugge. Ogni filo di colore capisce il suo significato proprio solo disponendosi accanto all’altro e l’arte del dialogo – arte di vivere e vivere è arte del dialogo– è proprio questa: metterci insieme per realizzare il disegno magnifico dell’umanità in pace perché siamo stati creati diversi non per combatterci o vivere come isole, ma per amarci e scoprire chi siamo mettendoci accanto all’altro, scoprendo così l’altrui e la mia bellezza e utilità.  Il grido della pace nasce perché siamo raggiunti dal grido drammatico della sofferenza, a volte fortissimo e tenerissimo come il pianto di un bambino o chiuso nelle ferite profonde del cuore quelle che durano per sempre...

Vogliamo gridare forte la parola della vita, senza la quale non c’è vita: pace. Non vogliamo dimenticare. C’è un esercizio di memoria che compiamo assieme, ricordando, capendo, studiando, conoscendo quello che succede. Per arrivare alla pace certo dobbiamo guarire la patologia della memoria dei torti e delle ragioni e guarire noi dalla superficialità, dalla polarizzazione, dagli schemi ideologici...

La scelta per la pace inizia da noi, perché come diceva don Primo Mazzolari “c’è guerra quando non c’è spirito di fraternità, quando non c’è tolleranza, quando c’è invidia, quando c’è incompatibilità a vivere insieme. Tutte le volte che ci portiamo via un po’ di terra in più, un po’ di pane in più, un po’ di mare in più, un po’ di sole in più, questa è la guerra. E c’è guerra anche quando si manda la gente sul patibolo, quando la si mette al muro”. Non vi può essere pace nel cuore dell’uomo che cerca pace solo per sé stesso. Per trovare la pace vera dobbiamo desiderare che gli altri abbiano pace come noi e dobbiamo essere pronti a sacrificare qualcosa della nostra pace e della nostra felicità affinché gli altri abbiano pace e possano essere felici, chiedeva Thomas Merton. Di fronte alla tragedia della guerra capiamo il rischio che corre oggi tutta la famiglia umana, perché la guerra «non è un fantasma del passato, ma è diventata una minaccia costante». E spaventa.  

Non dimentichiamolo: “Ogni guerra lascia il mondo peggiore di come lo ha trovato. La guerra è un fallimento della politica e dell’umanità, una resa vergognosa, una sconfitta di fronte alle forze del male” (Papa Francesco). 

Dovremo certamente riprendere un discorso forte sul disarmo, per evitare che l’unica logica sia quella militare, chiedere che tutti i soggetti, con audacia, concorrano a tessere la tela della pace". 

Invitiamo tutti a partecipare!

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