21 febbraio – Giornata Internazionale della lingua madre
Giornata Internazionale della lingua madre
“Parlare a qualcuno in una lingua che comprende consente di raggiungere il suo cervello. Parlargli nella sua lingua madre significa raggiungere il suo cuore.”
Nelson Mandela
La giornata Internazionale della Lingua Madre si festeggia il 21 febbraio di ogni anno, è una celebrazione indetta dall’UNESCO per promuovere la madrelingua, la diversità linguistica e culturale e il multilinguismo.

La data ricorda il 21 febbraio 1952 quando, alcuni studenti bengalesi dell’Università di Dacca furono uccisi dalla polizia del Pakistan, (che allora comprendeva anche il Bangladesh) perché protestavano per il riconoscimento del bengalese come lingua ufficiale.
Moltissime lingue, a causa dei processi di globalizzazione, stanno scomparendo e con esse anche le tradizioni, la memoria, i modi di pensare e i modi di dire. Le lingue implicano identità, comunicazione, integrazione, educazione, sviluppo e sono fondamentali per le persone e per il pianeta Terra.
Il 43% delle 6000 lingue parlate nel mondo è in pericolo. Solo poche centinaia di lingue hanno trovato posto nel mondo educativo e nella società, meno di un centinaio nel mondo digitale.
Le lingue sono uno strumento importante e potente per conservare l’identità culturale e storica di un popolo. Promuovere la diffusione delle lingue significa non solo incrementare l’educazione multilingue e la diversità linguistica ma anche sviluppare una maggiore consapevolezza delle tradizioni.
Nel tempo è sempre più riconosciuto il ruolo che le lingue hanno nel conservare e sviluppare il patrimonio di tradizioni che appartiene ad ogni popolo. La lingua madre è la lingua degli affetti, delle emozioni e del cuore e rappresenta il legame più potente con le proprie radici e la propria identità culturale. E’ la lingua della mamma, dei giochi, dei racconti e delle prime esperienze. Non ostacola gli apprendimenti, ma al contrario favorisce l’acquisizione di abilità cognitive e metacognitive.
Questa giornata è l’occasione per riflettere sui cambiamenti in corso in una società, sempre più multietnica ed è necessario dare voce a tutte le lingue che vi fanno parte. Accanto ai dialetti regionali e locali, alle minoranze linguistiche ci sono le lingue degli emigrati, in uso fra le mura domestiche e tra le generazioni. Parlare e scrivere in una lingua minoritaria o in un dialetto non è segno di ignoranza, ma la via da seguire per permettere la sopravvivenza della lingua stessa. Una società multilinguistica richiede un’attenzione particolare per mantenere un equilibrio tra la lingua dello studio e la lingua madre degli studenti.





